…”Se si sale nei punti più alti delle montagne che attraversano le antiche terre alpine e da lì si volge lo sguardo verso il basso si coglie l’immensità e l’armonico movimento della terra scolpita dall’acqua che, serpeggiando fra anse ed insenature, corre verso valle ed avvicina ed allontana moltitudini di eventi naturali e costruiti. Gli antichi insediamenti umani paiono quasi indistinguibili incastonati fra le superfici pietrose dei pendii.
Ogni piccola casa è parte integrante del paesaggio e costituisce, insieme ad altre abitazioni, degli agglomerati più ampi, talvolta situati a cavallo di una sella o avvolti da anfiteatri naturali, talvolta aggrappati ai pendii o semplicemente adagiati su dei pianori. Nascono in luoghi ispirati dalla natura ed originariamente dettati da favorevoli condizioni climatiche, quali una buona esposizione al sole o di riparo dai venti, altre volte finalizzati ad una miglior sorveglianza e protezione, altre volte ancora alla vicinanza di una fonte di vita, quale l’acqua(…)
La particolare architettura che differenziava tra loro le case poste nei diversi luoghi dipendeva certamente, dalla preponderanza dei materiali reperibili nell’immediato intorno, i quali presupponevano distinte tecniche costruttive conseguenti alla consistenza ed alla loro specifica resistenza meccanica, ma contemporaneamente esisteva comunque una scelta, indipendente dalla materia, e piuttosto legata alla forma ed a linee compositive derivanti dalla tradizione, da saperi antichi tramandati da generazioni e contaminati nel tempo da influenze di popoli di passaggio o da moti migratori che portavano a conoscenza nuove tecniche e dettagli stilistici provenienti da terre più lontane..”
E. Paseri tratto da un articolo su“Architettura nelle terre degli Escartons”
“…La ricerca della qualità ambientale è un attitudine ancestrale a stabilire un equilibrio armonico tra l’uomo e la natura che lo circonda. Praticata per necessità per molti secoli, in particolare nell’architettura locale e vernacolare, è caduta in disuso dopo la rivoluzione industriale, in un’epoca in cui l’uomo ha creduto nella propria onnipotenza e ha attinto senza misura alle risorse del pianeta…”
D. Gauzin Muller “Architettura Sostenibile”
Se la materia, la forma, la posizione e le condizioni climatiche identificano un ambiente, il popolo che lo abita, la storia ed i saperi tramandati nel tempo, ne delineano l’anima.
Attraverso la conoscenza di queste peculiarità è possibile dar vita a delle architetture che rappresentino nuovamente il legame armonico e naturale tra l’uomo e l’ambiente, concependo la progettazione come una semplice interpretazione dell’intorno, mentre le tecnologie contemporanee possono diventare un utile supporto per massimizzarne l’efficienza, preservare ciò che esiste e permetterne il processo di evoluzione.
Ecco, in sintesi, il senso della nostra ricerca progettuale